L’energia della terra

L’energia della terra: la salute che arriva da sotto i nostri piedi

Il nostro corpo è un sistema bioelettrico costituito da trilioni di cellule  che trasmettono e ricevono energia durante le reazioni biochimiche. Il libero fluire di questa energia è essenziale per la nostra salute ed è permesso dal fatto che  siamo costituiti per la maggiorparte di acqua e minerali che sono eccellenti conduttori di elettroni. Come era già noto dalle antiche tradizioni del passato, questa energia, Qi per la cultura cinese e Prana per quella vedica indiana, è presente in tutto l’universo. Infatti noi assorbiamo inconsapevolemente il Qi della terra quando ad esempio camminiamo a piedi nudi sull’erba. Purtorpo oggi, noi “terresti” anche se viviamo su questo pianeta, siamo sempre più disconnessi da questa energia a causa di scarpe, pavimenti, edifici e letti, costituiti da materiali che ci isolano e allontanano dal nutrimento elettrico che la terra fornisce sotto forma di elettroni.

Siamo tutti carenti di “vitamina T” (T come terra).

L’earthing o grounding da anni studia i benefici derivanti dal connetersi con la terra. Sembra infatti che l’eartihing, facilitando il passaggio degli elettroni liberi, protegge in modo naturale i circuiti bioelettrici del corpo da cariche elettrostatiche e interferenze, regolando il  ciclo sonno-veglia ( Ghaly M. 2004 ),
riducendo l’infiammazione ( Ober A.C. 2003 ), il dolore (Brown D. 2010 ), gli ormoni dello stress e facilitando la riparazione dei tessuti ( Chevalier 2014 ).

Il collegamento a terra influenza in maniera significativa anche l’attività elettrica del cervello e la tensione muscolare favorendo il rilassamento, questo si è visto in uno studio del 2006 attraverso misurazioni all’EEG e all’EMG.

Nel 2005 l’ingegnere elettronico Roger Applewhite ha confermato che gli elettroni si muovono dalla terra verso il corpo e viceversa quando il corpo è a contatto con la terra e che il contatto con il terreno riduce i campi elettromagnetici nel corpo. Quindi quando il corpo è direttamente collegato a terra è protetto dall’elettrosmog.

Come possiamo ri-conneterci alla terra?

Camminare a piedi nudi sull’erba o stare seduti con la pianta dei piedi ben appoggiata a terra, è sicuramente la soluzione migliore soprattutto durante la bella stagione. Infatti la pianta dei piedi ha più terminazioni nervose per centimetro quadrato di qualsiasi altra parte del corpo, inoltre l’alta concentrazione di ghiandole sudoripare fa si che il flusso di elettroni dal terreno al nostro corpo venga facilitato dall’umidità prodotta. Il tempo ideale è di 30-40 minuti, ma ricordiamoci che l’earthing è dose dipendente e quindi più lo facciamo e meglio è. In questo modo d’estate faremo il pieno sia di vitamina D grazie al sole, che di “vitamina T” grazie alla terra.

In alternativa e per praticare l’earthing anche mentre dormiamo, possiamo usare dei dispositivi specifichi come cuscini e coperte conduttive create appositamente per ottenere anche all’interno della nostra abitazione la connessione con la terra che si ottiene all’esterno.

“Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e d’apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora.”
(Thich Nhat Hanh)

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